La signorina Euforbia
07.06.2014 07:48

Luigi Ballerini – ill. di Sara Benecino, La Signorina Euforbia, Edizioni San Paolo
Nell’era degli chef supponenti, dei programmi di cucina in mondovisione, dei rinomati pasticceri d’oltreoceano la Signorina Euforbia sembra proprio un’eccezione. Sempre sorridente ed entusiasta, riesce a trasmettere anche ai suoi giovani assistenti la passione per la pasticceria. Marta è subito catturata da quell’aria svampita, che si accompagna però alla capacità di avere sempre la risposta pronta, soprattutto in cucina. E così il corso di pasticceria della buffa Euforbia sembra l’ideale per riempire una settimana estiva che si prospettava senza programmi. Luigi Ballerini tesse una trama scorrevole e divertente dove, ad affiancare i riusciti tempi comici, non mancano anche le occasioni per riflessioni più profonde. L’incontro con Euforbia non è solo occasione per comare giorni vuoti, ma diventa per Marta e per Matteo – secondo allievo della pasticcera – l’opportunità di staccare completamente, di focalizzare il proprio dolore e, insieme, iniziare a superarlo. Marta, infatti, ha perso la mamma, vive con il padre ed è costantemente tenuta sotto controllo da una nonna affettuosa ma un po’ invadente. Matteo, d’altra parte, ha poca fiducia in se stesso e la notizia dell’imminente bocciatura non ha fatto altro che peggiorare i rapporti con i genitori, verso i quali si sente in colpa. Le giornate con Euforbia fanno sì che tutto questo rimanga al di fuori delle mura della pasticceria e, tra l’ordinazione di un vassoietto di “non-abbattiamoci-e-troviamo-una-soluzione” e una torta “non-sarà-perché-ho-il-gesso-che-sarà-una-brutta-estate” il tempo sembra correre ancora più veloce. Con la sua arte pasticcera Euforbia riesce a rendere tutti felici, per questo quando è lei ad essere turbata i ragazzi decidono di indagare. Il sindaco speculatore, infatti, ha deciso di costruire un gigantesco centro commerciale e la pasticceria è costretta alla chiusura: ai ragazzi non rimane che pensare al contrattacco e chiamare i rinforzi, con un inatteso colpo di scena finale.
Le motivazioni della giuria:
Per aver saputo raccontare uno spaccato di adolescenza ritraendone sapientemente dinamiche e sentimenti.
Per l’abilità narrativa con cui l’autore riesce a intessere una trama scorrevole e divertente, capace di affiancare ai tempi comici l’occasione per riflessioni più profonde.
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